Be your best you

Chi siamo (e quello che facciamo) spesso è frutto di una serie di condizionamenti, positivi o negativi, che nascono nell’infanzia e si sviluppano e consolidano nell’età adulta. Per questo motivo molte di noi sono in continua lotta tra il proprio vero potenziale e la capacità di esprimerlo.La nostra storia passata si ripercuote su quella presente in differenti modi e con diversi gradi di sofferenza, condizionandoci irrimediabilmente (o quasi) a livello inconscio.

Partendo dall’ABC del nostro essere donne, esistono fondamentalmente delle sindromi che dobbiamo sconfiggere per riuscire a raggiungere ciò che vogliamo essere.

Vediamo quali.

La sindrome del principe azzurro

Partiamo dall’inizio: mi dispiace essere io a dirtelo se ancora ci credi ma… il principe dei tuoi sogni non esiste! Nessuno verrà a salvarti a cavallo di un bianco destriero sguainando una spada e spargendo fiori al tuo passaggio. Tu sei il tuo unico vero principe azzurro. Devi imparare a colmare da sola i tuoi vuoti per poter creare una relazione equilibrata prima di tutto con te stessa e poi con gli altri: nessuno potrà darti amore se tu per prima non impari ad amare te stessa. Lo capisci vero? Non puoi pretendere che a qualcuno piaccia quello in cui nemmeno tu credi, che si tratti di te, del tuo lavoro, di un tuo hobby o di qualsiasi altra cosa, solo se tu per prima lo amerai alla follia anche gli altri lo potranno apprezzare.

Se non ti vuoi bene, non ti prendi cura di te stessa, non ti dedichi tempo e amore, innescherai un circolo vizioso fatto di relazioni di dipendenza che non ti porteranno da nessuna parte, anzi ti creeranno una serie di problematiche senza fine, perchè se non ti senti in pace e completa con te stessa non sarai mai in pace né completa con nessuno.

Come fare allora?

Il segreto è imparare a vivere nella condizione di essere per fare e per avere. Purtroppo troppo spesso le persone credono di dover avere per poter fare qualcosa e solo così potranno essere qualcuno. Ma seriamente pensi che possa funzionare? Tutto deve partire da te e da chi sei, solo in quel momento potrai agire e proprio attraverso l’azione potrai avere: non sarà un oggetto renderti felice ma sarai tu al centro della tua gioia.

La sindrome di Wonder Woman

E qui alzi la mano chi non ne ha mai sofferto. Purtroppo è una prerogativa principalmente femminile: faccio tutto io e lo devo fare in modo perfetto se non oltre. Troppo spesso ci capita di pensare di potere/volere fare tutto da sole illudendoci di avere incredibili e inesauribili energie. Ci illudiamo che se una cosa non la facciamo noi nessuno sarà in grado di farla bene come noi. Bene, ora ti svelo il segreto numero due: non è così! Anzi troppo spesso ci stressiamo e basta cadendo in un turbinio di frustrazioni. Nella sua variabile peggiore, detta la sindrome della crocerossina, tendiamo addirittura a illuderci di poter curare, cambiare o peggio ancora salvare qualcuno. Anche qui ti prego lascia perdere, non puoi salvare nessuno se non te stessa. Se ti ritrovi in questa situazione fai di tutto per liberartene al più presto.

Come fare allora?

Devi imparare a delegare, a fidarti e a lasciare andare, pensa a te stessa, ferma tutto e fai un respiro profondo e concentrati su cosa vuoi davvero oggi e non cosa vorrai domani o in futuro. So che spesso non è facile. All’inizio ti sembrerà di perdere il controllo e ti sentirai come in alto mare ma credimi, alla fine ti sentirai meglio e ci guadagnerai in salute mentale, che non fa mai male!

La sindrome del giudice 

E anche qui sono sicura che almeno una volta nella vita ci sei cascata e ti sei paragonata a qualcuno di simile o completamente lontano da te, da chi sei o da quello che fai che ti ha fatto sentire inadeguata. Succede quando provi un abito che sulla modella è perfetto ma tu sei alta 165 e indossi una 46 e quindi non ti cade esattamente allo stesso modo; oppure quel lavoro fatto dalla tua concorrente d’oltreoceano ti sembra più bello del tuo; o ancora guardi con ammirazione la tua collega mamma superpiù che come un giocoliere giostra abilmente casa  famiglia e lavoro. Tutto questo ti fa pensare di non essere abbastanza e ti fa concentrare su tutti i tuoi difetti. Si perché troppo spesso siamo ciechi rispetto i nostri pregi mentre tendiamo ad evidenziare in maniera esponenziale ciò che non va.

Come fare allora?

Per eliminare il malefico giudice che vive in noi dobbiamo fare un piccolo esercizio quotidiano. Prendi un quaderno e fai una lista della gratitudine, valorizza i tuoi talenti, scrivi tutte le cose belle che ti sono successe durante la giornata, festeggia tuoi successi, se puoi fatti un regalo: qualcosa per cena che ti piace particolarmente, quel rossetto costoso che ti sembra di non poterti permettere, un massaggio, un’ora sola per te in bagno circondata da candele… Quello che vuoi ma nutri il tuo spirito.

Nei momenti in cui ti senti triste o ti sembra di non valere niente, rileggi il quaderno e ti renderai conto di quanto sei forte e che il problema a volte è solo nella tua mente.

La sindrome dell’impostore 

Ultima ma non meno importante, questa sindrome ti spinge a pensare di non essere in grado di fare cose per cui in realtà hai tutte le competenze. Anche in questo caso si tratta di un problema prevalentemente femminile. Siamo state educate in una società che ci voleva accoglienti e non combattive, quindi siamo per forma mentale predisposte a pensare che per fare qualcosa dobbiamo essere perfette. Nel momento in cui dobbiamo lanciarci in qualcosa di nuovo o puntare su noi stesse tendiamo e pensare che non ne sappiamo abbastanza e che non siamo all’altezza. Questo perchè siamo spesso troppo dure rispetto a noi e tendiamo a voler essere perfette o pronte ad ogni possibile reazione negativa (perchè poi dovrebbero essercene?).

Come fare allora?

Formati e informati. Cerca di eliminare la tua eccessiva natura autocritica facendo tutto meglio che puoi, guardando come fanno gli altri nel mondo e mettendoti nei panni delle persone per cui lo stai facendo (Clienti? Amici? Parenti? Poco cambia, pensa come loro e tutto sarà più semplice). Accetta i tuoi errori, non essere recidiva, prendi atto dello sbaglio e vai avanti senza crogiolarti in un inutile senso di colpa. Non mi stancherò mai di dirti che ogni fallimento ti rende più vicina al successo e quando avrai successo, perchè se ti impegni lo avrai, festeggialo alla grande.

Ti sei riconosciuta in una (o più) di queste sindromi? Allora è tempo di lavorare sodo e uscirne, per te stessa, non per gli altri. Perchè ricordati che tu sei il centro del tuo mondo. Senza di te non esisteresti.

 

13 thoughts on “Be your best you

  • Grandissima!!! Del problema del principe azzurro ne avevo parlato anche io su cosedabionda!
    Per il resto, credo di soffrire particolarmente della sindrome di Wonder Woman, ma come dici tu… Ne soffriamo un po’ tutte 🙁
    Un abbraccio

    • Eh sì, è difficile smettere con i ‘faccio tutto io’, si ha sempre la sensazione di perdere il controllo. Ma infondo, quando si inizia a delegare si guadagna in salute mentale e nulla conta di più 😉

  • Non conoscevo la sindrome dell’impostore finche’ mio marito me l’ha fatto notare qualche mese fa ed e’ vero, io sono proprio come hai descritto tu! Ogni volta che raggiungo un risultato non riesco mai a giorne appieno perche’ penso che potevo fare meglio oppure guardo alla strada che c’e’ ancora da fare piuttosto che complimentarmi con me stessa per quella che ho gia’ fatto! Dovrei volermi un po’ piu’ bene, sono davvero dura con me stessa 🙂

    • La sindrome dell’impostore è davvero la più subdola di tutte. Dobbiamo imparare a nutrire la nostra autostima e a festeggiare di più i nostri successi, piccoli o grandi che siano, solo così impareremo a capire davvero quanto valiamo. Imparare a volersi bene e complimentarsi con te stessa è il primo passo, non mollare!

  • Se dico che mi sono riconosciuta in tutte è grave ? Santa pazienza che ci vuole ad essere donna…siamo toste ma complicate eh…e seconde me toste lo diventiamo a forza di avere a che fare con noi stesse ! Devo lavorare davvero tanto…e pensa che nasco psicologa anche se faccio altro nella vita! Comunque questo articolo me lo salvo e lo rileggo ogni sera prima di andare a letto ok? ❤

    • Ti capisco, anche io nasco psicologa e malgrado conosca bene queste sindromi e io faccia di tutto per non cascarci ogni tanto ci finisco dentro con tutte le scarpe. Purtroppo arriviamo da anni e anni di condizionamento sociale ma fortunatamente le cose stanno migliorando, le prossime generazioni saranno più scaltre. O almeno lo spero 😉

  • Porcavacca. Scusa… posso dirlo? Tu mi hai letto di là, ma il mio post e il tuo sono pezzi di uno stesso puzzle. Senza di me non esisterei… Dici con chiarezza e dritta al cuore cose che troppo spesso dovrei dirmi da me. Grazie.

  • Bell’articolo su un qualcosa che ho iniziato a sostenere dopo vari percorsi…E’ importante amare noi stessi prima degli altri, altrimenti cercheremo sempre quello che ci manca fuori e non daremo agli altri la nostra unicità e completezza…Un film che consiglio? Kung Fu Panda 3: cerca di essere il meglio di te stesso!

    • Credo che serva un lavoro lungo e costante per riuscire a uscire da tutti i condizionamenti sociali a cui siamo sottoposti da anni. L’importante è prenderne atto e cominciare a lavorarci, piano piano ce la faremo!
      Approvo kung fu panda!

  • Molto bello!! Io non credo al principe azzurro da una vita (mi sa che non ci ho mai creduto) e non credo proprio di essere una crocerossina, ma…tutte le altre sindromi ce l’ho, eccome!! Sfido qualsiasi donna del mondo a non averne neanche una. D’altronde la vita è e deve essere un continuo lavoro su noi stesse!!

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