Esserci o non esserci (nel web)?

socialMi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente?” Chiedeva un giovane Nanni Moretti in una scenda del suo film Ecce Bombo. Ecco la stessa domanda dovrebbero porsela alcune aziende. Si, perché essere presenti on line male, è a volte peggio che decidere di non esserci proprio. La rete non perdona e soprattutto non dimentica.

E allora si assiste a pagine Facebook mal gestite dove gli utenti sono lasciati in balia di loro stessi (il servizio clienti, vi ricordate quanto è importante?), siti web abbandonati, alcuni aggiornati al 2006 e, quel che è peggio, a mio parere, a newsletter e comunicazioni discontinue e confusionarie.

Per non parlare dei portali privi dei propri dati aziendali, ottenibili solamente inserendo i propri in (terribili) form di cui ho già parlato e sapete come la penso.

Essere sul web è un impegno soprattutto se decidete di affrontare la sfida dei social. Se non siete più che attenti e più che reattivi esponete il fianco a una serie di problematiche che rischiano di intaccare la reputazione.

Nutella day Revolution!

Nutella day Revolution!

Un esempio su tutti, quello di qualche anno fa che aveva visto Ferrero scagliarsi contro il World Nutella Day, community interamente dedicata alla passione per la crema spalmabile. Ebbene, la società di Alba, aveva inviato (tramite lettera formale e legale) una diffida all’utilizzo del nome intimando la chiusura del sito. Immediata, ovviamente, l’insurrezione degli iscritti al sito, che nel frattempo era stato arricchito da fotografie, ricette, opinioni, consigli e contenuti provenienti da ogni parte del mondo. Nel giro di poche ore la storia aveva fatto il giro intero del web. Minacce di boicottaggio, commenti di solidarietà a Sara Rosso, ideatrice del progetto e chi più ne ha più ne metta… ed ecco che Ferrero ha fatto dietrofront con tante scuse e amici come prima. Ma siamo scuri? Insomma ormai è passato un po’ di tempo e ancora ci ricordiamo di questo clamoroso autogol di Ferrero in relazione al suo atteggiamento nei confronti di un’attività che, tra le altre cose, migliora anche la percezione del (suo) prodotto e la fidelizzazione dei (suoi) clienti.

Yamamai e la campagna incriminata

Yamamai e la campagna incriminata

Un altro incredibile passo falso anche quello di Yamamai, beccata a cancellare i commenti negativi, relativi alla campagna con Chiara Ferragni, su Facebook. Chi gestisce i commenti per le aziende deve avere una sensibilità (e una pazienza, aggiungerei) molto sviluppata. Lo sappiamo tutti che dietro l’anonimato del web c’è chi si sente forte e spavaldo a tal punto di tirare fuori il peggio da alcune persone. Credo che il 90% delle cattiverie dette “pubblicamente” non esisterebbe senza i social network (facebook in testa). Ma i social esistono, le cattiverie vengono scritte e, soprattutto, vanno gestite. Mai e dico MAI cancellate! Bisogna rispondere con diplomazia, mordersi la lingua è, quasi sempre, la soluzione migliore per uscirne con stile.

Piovono Zucchine... non ci siamo

Piovono Zucchine… non ci siamo

Ultimo, ma solo in ordine cronologico la pagina facebook di Piovono Zucchine, ristorante vegano di Brindisi che ha deciso di giocare col terremoto (in un periodo di forti scosse) per la loro campagna pubblicitaria di Halloween. Nel giro di poco gli utenti del social hanno fatto notare alle giovani proprietarie o a chi gestisce la loro pagina che l’iniziativa non era propriamente di buon gusto e li sono piovuti commenti a volte maleducati. Nel giro di poco c’è stata una vera a propria vendetta fatta di recensioni negative che hanno colpito il ristorante anche attraverso altri canali. Puntuale è arrivato un post di (simil)scuse ma servirà un po’ di tempo per recuperare.

Questo per sottolineare che, a prescindere da quanto si è grandi, di quanto si possa investire, di quanto si sia famosi, nel web bisogna muoversi con attenzione. Non vale più il detto “bene o male l’importante è se ne parli” perché, a volte, un passo falso nella rete costa caro: piuttosto che esserci male, meglio non esserci.

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