Fedele come un mangiatore di ciliegie

Antefatto: quando lavoravo da dipendente in negozio mi ricordavo (più o meno) tutti i clienti abituali. Mi capitava di incontrarli in giro e di norma li salutavo con un cenno della mano e con un sorriso. Ogni tanto mi fermavo anche a scambiare quattro chiacchiere. Anche adesso cerco di mantenere sempre un canale di comunicazione aperto con i miei clienti. Una mail di aggiornamento, un sms per sapere come vanno le cose o anche solo un caffè insieme sono momenti molto importanti per me. Sia perché mi aiuta a sapere se abbiamo lavorato bene insieme, è nel momento in cui io non ci sono più che ci si rende conto se il percorso fatto insieme è stato efficace. Sia perché per me i miei clienti sono importanti. Non lo dico per fare la figa della situazione, ci tengo davvero tanto, mi affeziono, instauro relazioni con loro e mi piace che durino nel tempo. Mi piace vedere se e come crescono, quali percorsi faranno e come si evolverà il loro lavoro. Insomma io, e qui esce la psicologa che c’è in me, mi sento responsabile delle persone che hanno deciso di lavorare con me proprio perché mi hanno scelta in un mare di altri professionisti e, niente, io sono fatta così.

Detto questo, cosa c’entrano le ciliegie?

Semplice nel marketing si definisce cherry picker (letteralmente raccoglitore di ciliegia) il consumatore infedele alla marca. Semplicemente la persona che acquista un prodotto o servizio solo sulla base del prezzo e delle promozioni. Io di norma, come mi piace coccolare i miei clienti, voglio essere coccolata da un brand quando decido di acquistarlo o a un professionista quando mi affido ai suoi servizi. Insomma credo che il tipo di rapporto che instauri con i tuoi clienti, che dipende solo da te, non puoi pensare di copiare o ricalcare lo stile di un’altra persona, faccia la vera differenza.

Chi lo fa bene e chi lo fa male

Prenderti cura dei tuoi clienti, ovviamente, non significa inviare solo delle promozioni ma rispondere in modo semplice e esaustivo anche a delle richieste e esigenze. Per esempio con alcune delle persone con cui ho lavorato so (e spero) di  non dover fare lo stesso percorso ma a volte capita un piccolo pit stop, una sorta di confronto e manutenzione che si apre e conclude molto velocemente, spesso non è retribuito ma so che per loro è una sorta di conferma e per me è una fonte di soddisfazione professionale. Certo, se io non mantenessi i rapporti sarebbe diverso. Forse avrebbero più difficoltà a contattarmi nuovamente.  Ma sono convinta che la mia disponibilità spesso si trasformi in un passaparola positivo che li porta a consigliarmi a colleghi e amici, per me fonte di grandissimo orgoglio

Non essere come Vodafone

Se ti concentri solo sui nuovi clienti, o potenziali tali, invece rischi di innescare il sistema Vodafone ( o sky o tim o chi per loro) che vede persone passare continuamente da un operatore all’altro solo per trovare un’offerta economica migliore. Poco importa se hai un contratto con loro da 20 anni (nello specifico qui parlo di me) se la tua amica per la stessa offerta paga meno della metà ed è loro cliente da pochi mesi. Questo fa si che io non mi senta importante per l’azienda e mi spinge a trovare un operatore che mi faccia spendere meno a parità di condizioni.

Per Vodafone io sono solo un numero, non una cliente fedele. Ha senso? Per me no e spero che mai e poi mai un mio cliente abbia questa sensazione.

Quindi, cosa hai intenzione di fare da oggi per far sentire i tuoi clienti davvero speciali?

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