Liberati dell’impostore

Non è sempre facile mettere a tacere le vocine interne che vivono dentro di noi ma, credimi, se riesci a controllarle il gioco è fatto. Si, perché capita spesso una sorta di (piccola o grande) insicurezza che ti porta a chiederti se sei davvero brava, se sai davvero fare quello che dici e se sei davvero in grado di offrire ai tuoi clienti quello che prometti. Poco contano i feedback positivi che ti riempiono di orgoglio e ti fanno lacrimare gli occhi dall’emozione, certo, ma che non riescono a zittire i tuoi mille dubbi.

Si chiama sindrome dell’impostore, più o meno tutti ne soffriamo presto o tardi, se non per lavoro per un aspetto qualunque della nostra vita: dall’essere un buon genitore allo svolgimento della professione il forse non sono così bravo come pensano gli altri ci travolge e non sappiamo bene come gestirlo e, soprattutto, eliminarlo.

Chi sono io per scrivere questo articolo?

La sindrome dell’impostore è descritta come quel sentimento di falsità proprio delle persone che credono di non essere abbastanza intelligenti, capaci o creativi nonostante prove di risultati elevati. Fondamentalmente, ti senti inadeguata nonostante un evidente successo. Suona familiare, vero? Ecco, sappi che per quanto la sindrome di impostore non sia una diagnosi ufficiale, gli psicologi la riconoscono come una forma reale e specifica di insicurezza intellettuale. A me capita, non spesso come in passato perché ho imparato a gestire queste insicurezze, ma mi sono resa conto che, soprattutto nei periodi più stressanti (leggi trasloco) la vocina urla più forte e farla tacere diventa più difficile. Come? Ecco qualche suggerimento:

  • Riconosci e chiama questi pensieri e sentimenti distruttivi con il loro nome: IMPOSTORI. Se sarai in grado di riconoscerli, ti sarà più facile superarli. Quindi armati di carta e penna e metti per iscritto i tuoi pensieri depotenzianti quando si presentano: possono essere di ogni tipo, dal “Non sono abbastanza brava per dare questa presentazione” a “Non merito questo progetto” o, tipico, “Sono stato fortunato con questo premio”. No, non è vero, hai lavorato e ti meriti il successo.
  • Fatto è meglio che perfetto. lo ripeto sempre, sarai stanca di sentirlo ma è davvero un mantra. Insomma anche da bambina ti dicono che sbagliando si impara, no? Quindi non pensare quanto sarebbe bello se, ma mettiti all’opera. Essere perfezionista ti fa credere che ciò che fai non è abbastanza (buono, bello, creativo…) mentre in realtà per il tuo pubblico potrebbe essere il non plus ultra.
  • Cambia la tua programmazione mentale. Devi imparare a renderti conto che ciò che senti non è fondato su qualcosa di reale. I sentimenti di inadeguatezza e la paura sono tutti nella tua testa, quindi immagina come ti sentiresti se potessi trasformare questi pensieri in qualcosa di positivo. In parole povere abbandona i non so, trasformali in sto ancora imparando.
  • Prendi nota dei tuoi risultati. Fai una lista dei tuoi punti di forza e prendi nota di tutto ciò che sai fare bene. Le tue abilità sono importanti, quindi non concentrarti sempre e solo sui tuoi punti deboli ma allena costantemente il tuo talento. Credi che Bolt riuscirebbe a correre veloce come un lampo se non si allenasse? Ecco devi fare la stessa cosa. Quindi, partendo dai tuoi punti di forza fai un elenco delle tue debolezze e delle aree che desideri migliorare e concentrati sullo sviluppo di quelle. Ricordati che, volente o nolente, siamo tutti in continua evoluzione, quindi lavora per diventare tutto ciò che desideri.
  • Ricorda, non sei sola. Ultimo ma non per importanza, siamo tutti più o meno in lotta con i sentimenti di inadeguatezza. Trova qualcuno con cui parlare, creati un network di persone in grado di capire come ti senti (io per esempio ho la Rete al Femminile, senza la quale a volte sarei persa). Dato che nessun uomo è un’isola, c’è sicuramente qualcuno in grado di supportarti, cercalo e vedrai che le cose andranno bene.

Insomma serve un po’ di intraprendenza, un pizzico di riprogrammazione mentale e un buon network di supporto ma puoi davvero imparare a superare i tuoi dubbi e celebrare i tuoi successi.

Ricordati sempre che se sei arrivata dove sei oggi è solo perché meriti di essere lì.

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