Dal Giappone con furore | Kaizen

Si sa che i giapponesi sono efficienti e stacanovisti lavorativamente parlando e hanno negli anni elaborato e sperimentato una serie di tecniche utili a migliorare la routine di aziende e professionisti.

Partiamo con la più famosa delle tecniche atte a migliorare la produttività aziendale: il kaizen

Un termine che sembra quasi minaccioso ma che in se racchiude i principi più alti del lavoro

  • KAI (cambiamento, miglioramento)
  • ZEN (buono, migliore)

Possiamo quindi tradurlo come cambiare in meglio o miglioramento continuo.

Il metodo in realtà è di stampo USA importano in Giappone sul finire della seconda guerra mondiale quando il Paese era letteralmente in ginocchio. Consiste un una serie di accorgimenti elaborati da un team di economisti statunitensi come W. Edwards Deming  con lo scopo di aiutare le aziende a ritrovare la giusta efficienza e produttività, migliorando anche la percezione dei consumatori che fino agli anni ’50 giudicavano  i prodotti giapponesi come cose di scarsa qualità (riuscite a crederci?).

Il kaizen si basa su alcuni principi semplici me fondamentali:

  • Seiri (Ordine), l’eliminazione del superfluo e la classificazione delle attività in ordini di priorità;
  • Seiton (Stabilizzazione), l’identificazione degli spazi essenziali per la costruzione di un luogo di lavoro funzionale;
  • Seiso (Pulizia), il rispetto del luogo di lavoro e delle attrezzature, regolare manutenzione e ripristino dell’ordine dopo ogni turno di lavoro;
  • Seiketsu (Standardizzazione), l’organizzazione di tutte funzioni che consentono al lavoratore di orientarsi in ogni stazione;
  • Shitsuke (Sostenere), il consolidamento di prassi di lavoro ottimizzate e volte alla crescita, evitando di rivolgersi a vecchi standard non più funzionali e abitudini obsolete.

“Kaizen is change for better: everywhere, everybody, everyday!”
-M.Imai

 

Se sei curiosa di saperne di più, a Trento esiste il Kaizen Institute che raccoglie anche una serie di storie di successo sull’applicazione del metodo. E tu, come migliori la tua produttività?

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