Persistenza e resilienza

Se non puoi  cambiare una situazione che ti crea dolore, potrai sempre escogitare l’atteggiamento ideale per affrontare questa sofferenza. Non sono parole mie ma di Viktor Frankl, neurologo, psichiatra e filosofo austriaco che però esprimono bene quello che voglio raccontarti oggi, l’allenamento alla resilienza. Si, perché come dicevamo la settimana scorsa parlando di Frida, è vero che possiamo essere più o meno inclini a un atteggiamento positivo, ma solo un allenamento continuo ci permette di mantenerlo nel tempo.

Mi rendo conto che spesso è difficile. Tendiamo a perderci in un tran tran fatto di routine e quotidianità che, molto spesso, ci stanno strette e, ogni tanto, ci dimentichiamo chi siamo e cosa vogliamo in funzione di cosa dobbiamo fare. Soprattutto l’universo femminile in veste di mogli e mamme soffre di queste condizione per cui a un certo punto ti svegli e non ti ricordi più di essere una donna ma ti identifichi solo con le tue mansioni quotidiane. Ovviamente non va bene e, troppo spesso, porta a un’insoddisfazione tale da generare stress e malumori che a lungo andare non portano a nulla di buono. Come imparare a gestire le situazione?

La parola è sempre la stessa, l’avrai sentita un milione di volte: resilienza (re·si·lièn·za/) sostantivo femminile:

  1. Capacità di un materiale di assorbire un urto senza rompersi.
  2. In psicologia, la capacità di un individuo di affrontare e superare un evento traumatico o un periodo di difficoltà.

Vediamo come allenarci per imparare a essere resilienti.

Stabilisci relazioni positive

Più di circondi di negatività più ti sarà difficile uscirne. Colleghi, amici e tutto il microcosmo che ti circonda deve essere formato da persone positive. Evita chi si lamenta di continuo solo per il gusto di farlo. Non perdere tempo con chi si focalizza sui problemi senza cercare soluzioni. Creati un circolo sociale formato da persone capaci di apprezzare ciò che hanno, valorizzandolo e comprendendone l’importanza.

Questo non significa vivere nel paese degli unicorni felici fatto di gelato e arcobaleni! Ogni tanto le persone hanno la necessità di farsi un pianto, sfogarsi e arrabbiarsi. Va bene ed è sano. Ma non deve essere un atteggiamento fine a se stesso. Ogni arrabbiatura, momento di tristezza o sconforto deve portare con sé anche qualcosa di positivo che permetta di rimettersi in pista. Se non ce la fai da sola, capita spesso, chiedi supporto a amici e familiari, ma devono essere persone che ti siano di supporto, non chi asseconda il tuo malessere e ti faccia sprofondare ancora di più nel mare della negatività. Se sei sola, chiediti cosa ti ha aiutata in altre occasioni simili, rifletti sui momenti difficili passati e su quali sono stati gli aspetti chiave che ti  hanno aiutato a riprenderti. Ricorda che ciò che è servito in passato può essere utile anche nel presente.

Abbraccia il cambiamento

Mettiamocela via, per quanto possa non piacerti, nulla resta com’è in eterno: nella vita i cambiamenti sono inevitabili e devi accettarlo! Non esiste evoluzione senza cambiamento e, spoiler alert, anche non fare niente produce cambiamenti perché il mondo intorno a te non si ferma. Sviluppare strategie di adattamento permette di (soprav)vivere a tutte quelle circostanze che la vita ci mette davanti e che, in un modo o nell’altro, stravolgeranno il nostro essere. Devi imparare a vedere e vivere le crisi come opportunità e non problemi. Amplia la tua visione e cerca di pensare fuori dagli schemi, sviluppando piani di azione e organizzazione che ti permettano di gestire le difficoltà e lo stress derivati. Puoi iniziare stabilendo mete e obiettivi raggiungibili che ti permettano di sentirti realizzata e gratificata e, soprattutto non avere paura di prendere decisioni anche importanti. Ignorare il problema e procrastinare non lo risolve anzi lo amplifica.

Ama e amati

Impara a vederti con occhi positivi. Non focalizzarti sui difetti ma sui tuoi pregi. Prenditi cura di te come se fosse la cosa più implorante del mondo perché credimi lo è! E qui, come sempre, cito RuPaul che ama ripetere se non impari ad amare te stessa come potranno mai farlo gli altri? Quindi zero scuse e fai qualcosa che ti piace, non per dovere ma per il semplice gusto di farlo. Non lasciare che figli, lavoro, casa, compagno e così via riempiano tutto il tuo tempo ma prenditi un momento solo tuo: un bagno caldo, un pomeriggio alle terme, un aperitivo con le amiche, una mostra, quello che vuoi ma che sia tuo.

Ultimo ma non per importanza, impara a mettere le cose nella giusta prospettiva: se hai  vissuto un episodio negativo, non significa che tutta la tua vita è un disastro! Un errore, un incidete o qualsiasi cosa possa esserti successa non determina chi sei. Se ti senti sopraffatta, come dicevamo prima chiedi aiuto ma non lasciarti trascinare giù da una spirale di negatività che non ti porterà mai da nessuna parte.

Imparare a vedere i tuoi punti di forza, prendere coscienza dei tuoi pregi (e difetti), valorizzare il tuo essere e vivere il mondo attorno a te in modo attivo, senza esserne succube ti permetterà di sviluppare un atteggiamento positivo che è alla base di una personalità resiliente. Imparerai ancora prima di rendertene conto come la tua forza possa essere utile per migliorare la tua vita e quella di chi ti circonda. Ricordati che perseveranza e fiducia sono gli ingredienti base per diventare più forti, più resistenti, più resilienti.

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