Trasloco e altre catastrofi

Partiamo col dire che il trasloco è uno dei più grandi motivi di stress che una persona possa vivere. Pensa che alcuni studi recenti hanno identificato come il trasloco sia la terza causa di squilibri emotivi e di stress psicologico, dopo un lutto familiare e il licenziamento.

Ora capirai perché in questo periodo dividermi tra lavoro e scatoloni ha messo a durissima prova il mio sistema nervoso oltre che il mio fisico, tanto che ci ho lasciato un dito del piede, nel senso che lo ho proprio rotto e ora è un povero piccolo porcellino gonfio e deforme. Ma inizio a vedere la fine del tunnel, a fatica ma so che è li, sempre più vicina a me. Quindi non demordo e mi maledico per tutte le cose che sono riuscita ad accumulare il 10 anni di vita in un piccolo bilocale. Mi chiedo anche come sia possibile che io sia riuscita a stipare così tanti oggetti in così pochi metri quadrati. In realtà il trasloco di per se sembra semplice nella tua testa. Ti vedi tranquillamente a riempire scatole, qual’è il problema?

Perché è così difficile traslocare?

Credo che in primo luogo sia davvero complicato inscatolare tutti i pezzi della propria vita. Mettere via, decidere se tenere, regalare o portare in discarica alcuni ricordi non è sempre facile. Oggi come oggi tendiamo a legarci affettivamente ad alcuni oggetti che non hanno un valore economico ma che sono ricchi di emotività. Vecchie foto, i disegni dei bambini, i lavoretti, regali di nonni o amici che non ci sono più rendono la cernita un lavoro complesso perché ci pone davanti a un passato che spesso non abbiamo elaborato del tutto.

Cose preziose

Gli oggetti spesso sono un ponte tra ciò che eravamo e ciò che siamo diventati, ci ricordano che la persona che nel passato ha superato tante sfide è ancora con noi ma possono anche essere un peso. Traslocare può essere il momento giusto per liberarci del passato e delle negatività. Un oggetto, per quanto bello, regalato da qualcuno del nostro passato che ci ha fatto male o che non serve o che non ci piace più va eliminato. Ha fatto il suo tempo ed è ora di lasciarlo andare per iniziare una nuova vita in un luogo nuovo: bisogna trovare il coraggio di eliminare (e lo dico io che ho serie difficoltà a liberarmi delle cose, lo ammetto) per ripartire più leggeri.

Keep calm

Tutto va fatto con calma, senza scapicollarsi troppo, in modo da evitare incidenti (leggi dito del piede rotto) o ulteriore stress. L’ideale sarebbe chiedere a un’impresa specializzata di inscatolare, smontare e rimettere a posto nella casa nuova. Io sinceramente non ce la faccio. Devo fare io, devo supervisionare, controllare e sapere. Detto così sembro una maniaca del controllo, lo so, vi assicuro che non è così, ma ho la necessità di avere tutto sott’occhio, soprattutto le cose a cui tengo di più. Però uno spostamento può provocare piccoli imprevisti, bisogna tenerne conto e non prendersela troppo. Quindi è bene calcolare un margine di giorni utili per il trasloco che non ci faccia sentire con l’acqua alla gola. Infine sopravvivere al disordine. Siamo sincere, è  inevitabile che ci sia caos: scatoloni, borse, oggetti devono essere, quindi, identificati con cura così da poter evitare ansia aggiuntiva. Io in questo momento mi divido tra due case, tutte e due incomplete e incasinate. Una (la vecchia) più dell’altra. Si, perché man mano che sposto le cose cerco di dare un senso. Organizzare gli spazi della nuova abitazione preventivamente, così da avere chiaro in testa dove andranno le cose (scrivete vi prego sui cartoni la stanza di destinazione e cosa contengono) aiuta e ottimizzare i tempi e ridurre, almeno in parte, lo stress.

Vi farò sapere alla fine di tutto come vanno le cose, ma tu hai mai fatto un trasloco? E come è andata?

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