YES, i’m a problem making

Nella vita ho sempre pensato che il problem solving fosse una mia dote ma non sono più sicura sia così. Insomma, mi sono sempre ritenuta una persona creativa, in grado spesso di trovare soluzioni pratiche a problemi che a volte sembravano insormontabili ma, perché lo sai che c’è sempre un ma, nell’ultimo periodo, approfondendo e investendo energie e risorse nelle mie attività di supporter (il termine consulente mi sta davvero troppo stretto e coach, perdonatemi, non mi piace proprio perchè è davvero abusato e inflazionato) per il personal branding e il rebranding dei miei (fantastici, vi amo tutti alla follia) clienti, ho imparato a non risolvere i problemi ma a crearli, che detta così è brutto ma che, in realtà, è un esercizio di stile pazzesco per loro. Soprattutto perché sono da sempre convinta che non esista una ricetta magica uguale per tutti, non credo si possano seguire percorsi standardizzati o in serie se si ha un’attività professionale già avviata. Possono al massimo andare bene per chi è alle prime armi e vuole capire dove andare e come muoversi. Per tutti gli altri ci vuole qualcosa di più, ci vuole, a mio parere qualcuno che non si focalizzi troppo solo sulla risoluzione del problema ma sull’analisi della situazione e sulle unicità e punti di forza del singolo, qualcuno capace di allenare la persona alla sua parte migliore, mica poco eh, un bel lavoro che però porta a grandi soddisfazioni. Anche perchè, siamo sincere, spesso non stiamo cercando la soluzione a quel problema, ma qualcosa di più che non siamo in gradi di spiegare ma che ci spinge al cambiamento

Creare problemi per creare creatività

Portare alla luce i problemi spesso permette di togliere la polvere da dietro ai mobili, quella che non vedi ma c’è e a lungo andare macchia i muri. Vabbeh, perdonami la metafora casalinga, sai che con il trasloco sono leggermente monotematica, quello che voglio dire è che il fatto che ignori un problema o non lo vedi non significa che non ci sia. Anzi. Vederlo e affrontarlo può liberare la tua creatività e spingerti oltre i tuoi limiti attuali. Si perché non è che i limiti siano fissi. Non esistono le colonne d’ercole della tua persona ma esistono quelli che tu ti dai soprattutto per paura (sempre lei, maledetta!) e che una volta superati ti permettono di spiccare il volo.

Ti senti poco creativa? Sei stanca? Non hai voglia di fare qualcosa? Qualsiasi sia il tuo blocco non lasciarti trascinare giù, anzi, affrontalo cercando di fare la cosa che ti fa stare meglio, non quella che sai fare meglio ma quello che ti rende felice

La felicità ci salverà

Ecco, scriverò un post ad hoc su questa cosa ma lo sai, lo dico sempre, è tutta una questione di atteggiamento. Se vuoi avere successo (qualsiasi cosa significhi per te), se vuoi sentirti bene, se vuoi essere felice, lavora per esserlo. Non aspettare che le cose accadano, che l’ispirazione ti colpisca o che l’amore bussi alla tua porta. Nulla accade per caso ma solo se davvero ( D A V V E R O) lo vuoi. E qui non parlo di magia o di attrazione ma parlo di pianificare una serie di piccoli step e attività che ti aiutino a raggiungere il tuo scopo.

Insomma mettitela via, noi (esseri umani) siamo fatti per lavorare, per crescere, per volere di più perché chi si accontenta non gode, si illude.

Per iniziare un percorso creativo puoi dare un occhio a Illumina, il mio workbook pensato apposta per liberare la tua creatività e schiarirti le idee.

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