Lavoro in team, si grazie!

Creare, organizzare e gestire un team di lavoro non è sempre facile. Richiede l’equilibrio di empatia, leadership, imparzialità e onestà: la mancanza di una sola di queste caratteristiche può mettere a repentaglio il lavoro di tutti.

Spesso come liberi professionisti ci si ritrova a lavorare in team e guidare una squadra al raggiungimento di un risultato è sì responsabilità di chi è a capo del gruppo ma sono le relazioni, non il potere, permetteranno di arrivare dove si desidera davvero, determinando la possibilità di:

  • costruire una cultura della guida (attraverso la lode e la critica);
  • capire ciò che motiva ciascun componente del team;
  • ottenere i risultati in modo collaborativo costruendo delle relazioni forti.

Questo presuppone ovviamente un rapporto di fiducia e onestà. I membri del team devono sentirsi liberi di esprimere opinioni, di proporre idee e di riportare eventuali momenti di disagio. Devono, inoltre, sentirsi riconosciuti come persone oltre le competenze e, soprattutto, devono ricevere costanti feedback (negativi ma anche positivi) in merito al loro operato in un momento di confronto costruttivo.

L’obiettivo finale è raggiungere, tramite il lavoro di squadra, ciò che non si potrebbe mai raggiungere individualmente.

Pensare di ragionare in termini di canvas anche per la costruzione del team è indubbiamente una buona base da cui partire. Ascoltare, chiarire, dibattere, decidere, persuadere, eseguire, imparare sono elementi chiave per la definizione degli obiettivi comuni. Comprendere il ruolo di ogni membro del team, cosa può portare in termini di competenze ma anche a livello personale (ricavi) senza dimenticare eventuali elementi di difficoltà di frustrazione (costi) mette davanti già a una bilancia utile a capire se il gruppo è capace di sostenersi da solo, se servono eventuali altri collaboratori e come far fronte alle difficoltà (stress).

La creazione di un team deve partire dalle persone, da cosa possono dare e come possono fare a raggiungere gli obiettivi preposti. Ragionare il team come un modello di business permette di focalizzare i veri punti di forza di ogni membro del gruppo aiutandolo a essere più consapevole di cosa fare e come fare per migliorare le performance e crescere. Certo questo è possibile solo grazie a un leader adeguato.

Guidare un team efficiente significa avere il polso della situazione, aggiustare il tiro in caso di necessità evitando mettere etichette permanenti alle persone ma permettere loro di crescere e cambiare per portare nuova linfa al team stesso. A capo del gruppo ci deve essere una persona in grado di ascoltare con onestà, evitando inutili elogi o critiche manipolatorie con il solo scopo di sentirsi benvoluti o per gratificare il proprio ego. Ma così come vanno evitati comportamenti passivo-aggressivi, allo stesso modo bisogna eliminare quelli tropo buonisti, spesso per non urtare i sentimenti di non si danno opportunità di crescita e non si costruisce nessuna fiducia.

Sembra facile dire gruppo  di lavoro ma per fare in modo che le cose funzionino bisogna darsi da fare e lavorare con le persone perché diventino davvero un gruppo.

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