Dal Giappone con furore | Terapia Morita

Dopo il Kaizen vediamo un’altra tecnica utile per la produttività professionale (ma non solo) nata in Giappone: la terapia Morita.

Si tratta di un vero e proprio protocollo medico- scientifico, ideato a inizio del secolo scorso dallo psichiatra giapponese Shoma Morita. Anche in questo caso, come nel Kaizen, alla base di tutto c’è una ricerca al miglioramento basato sulla teoria zen e sulla concezione orientale del mondo, un approccio che incoraggia all’azione attraverso alcuni semplici processi umani.

 L’accettazione è il cuore dell’azione.

Onestamente, se ti trovi in una condizione sgradevole la prima cosa che cerchi di fare è uscirne, giusto? Nessuno di noi ha voglia di restare in una condizione negativa, ma la manipolazione della situazione a nostro vantaggio spesso comporta un peggioramento della situazione stessa. La terapia Morita ha come suo primo pilastro il concetto dell’arugamama, parola da lui stesso coniata che significa “prendere atto che le cose sono come sono”. Accettare il cambiamento come parte della vita e vivere in armonia con esso è il concetto base che ti permette di affrontarlo con consapevolezza e discernimento senza incappare nella reazione emotiva di fuga (sempre negativa, così tanto per ricordartelo).

Le emozioni sono incontrollabili.

Spesso abbiamo difficoltà a vivere il nostro mondo interiore. Le emozioni sono biologiche e innate, non abbiamo la possibilità di controllarle e molto spesso ti pongono in situazioni frustranti e difficili. Accettare che non possiamo pensare di provare un’emozione volontariamente,  di conseguenza, accettarla anziché lottare contro di lei ti permetterà di crescere e di vivere in modo più sereno sia nel rapporto con te che in quello con gli altri

L’ azione è intenzione.

Avere intenzione di fare qualcosa e agire sono due attività diverse. Per Mr. Morita, è fondamentale distinguere tra pensieri e azioni ovvero tra il pensare che cosa si desidera e l’agito vero e proprio, per concentrarsi principalmente sul secondo. Rendersi conto della differenza tra orientamento e azione è un aspetto che rende maggiormente efficaci alcuni percorsi formativi.

Cosa ti spinge davvero alla relazione?

Comprendere e  trovare la vera spinta motivazionale che fa vita alla volontà e all’azione è un processo imprescindibile. Come sai non ci sono formule magiche che possano aiutarti  trasformare i pensieri in azioni ma esistono obiettivi (che devono essere sempre raggiungibili e misurabili) e ricompense (e non solo economiche, anzi, quasi mai) in grado di dare la gusta motivazione all’azione.

Grazie alla terapia  Morita è più facile comprendere il processo che guida le tua decisioni importanti e passare ad azioni concrete e misurabili: un processo indispensabile per una buona pianificazione.

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